L’orientamento spiegato a mia figlia

orientamento

Come spieghereste il lavoro che fate ai vostri figli?

Io ho provato a spiegarlo a mia figlia e…

A volte basta un foglio abbandonato distrattamente sul letto la sera prima e la voglia di imparare a leggere di una bambina di 6 anni.

– “Papà cosa c’è scritto qui?”

– “C’è scritto orientamento

– “E che cos’è?”

– “È il mio lavoro”

– “E che cos’è?”

Abituati a parlare tutta la settimana in adultese ci facciamo cogliere di sorpresa una domenica mattina, ancora assonnati e pigiamati di fronte alla richiesta di un bambino di 6 anni di parlare di noi… del nostro lavoro.

In questi casi le parole non servono, serve l’azione, serve qualcosa di coinvolgente che vada oltre l’immaginazione e diventi realtà.

E allora mi alzo di scatto dal letto in un impeto di rinnovata creatività, annodo un calzino usato intorno agli occhi di mia figlia e la faccio girare su se stessa… gira, gira, gira, gira, gira e poi stop!

La fermo di colpo e senza togliere il calzino le chiedo: “Prova indicarmi con il dito da che parte si trova la finestra…” Con un gesto certo e deciso punta il dito nella direzione esattamente opposta, le tolgo la benda e comincia a ridere come una pazza! Ancora, ancora, facciamolo un’altra volta!

Il gioco prosegue e contagia moglie e altri figli in un entusiasmo infantile che solo un principio di nausea da vertigine mi consente di sospendere.

Non so se adesso mia figlia ha chiaro cosa faccio di lavoro… sicuramente pensa che sia un lavoro divertente e questo non mi dispiace per niente!

Ma la cosa più interessante è che adesso io ho più chiaro cosa faccio di lavoro, ho più chiaro cosa significhi fare orientamento

fare orientamento significa togliere la benda a chi vuole andare in una direzione…

…ma si ostina ad indicarne un’altra.